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Rassegna Stampa

LA PIAZZA di Roma - 25 ottobre 2006

Passeggiate in punta di penna.
di Enrico Orsinger

Lo scrittore di Berna viene ricordato a cinquant'anni dalla sua scomparsa, con una serie di iniziative organizzate a Roma dalla Libreria d'occasione "Simon Tanner", in collaborazione con Pro-Helvetia, l'Archivio Robert Walser, l'Istituto Svizzero e la rivista "Homo Sapiens".


Sebbene amate e studiate da alcuni suoi grandi contemporanei, quali Kafka, Musil e Benjamin, le opere di Robert Walser (Biel,1878 - Herisau 1956 ) sono rimaste per decenni semisconosciute, tanto da indurre Hermann Hesse a scrivere che se Walser avesse avuto centomila lettori, il mondo sarebbe stato migliore.

Un'affermazione provocatoria che mai come oggi può essere compresa e condivisa. In una contemporaneità dominata dalla cultura del trasch mediatico, in cui non è rilevante neanche più cosa si urla, ma con quanta forza lo si fa, in cui quell'io che conta è solo coprire la voce degli altri, le opere di Walser hanno l'effetto di una silenziosa carezza balsamica.

Una scrittura la sua, speculare alla sua esistenza, improntata alla lievità, al relativismo di qualsiasi assunto, pervasa in ogni sua riga da un lirico senso di incontrastato piazzamento. Walser autore persegue lo stesso quotidiano obiettivo del Walser uomo: l'io deputato da qualsivoglia forma di vanità. Una ricerca che ha il culmine del suo successo non può che rivelarsi l'affrancamento stesso dell'io, come espressione massima della facoltà di essere libero. A questo è riconducibile la famosa affermazione di Walser:
"vorrei essere uno zero assoluto".

Una scelta che non consente sconti. In discussione non è solo l'essere sociale, ma l'accezione stessa di cultura, in quanto espressione compiuta dell'essere sociale: " Siamo vuoti nel momento stesso in cui ci troviamo in società oppure ci dedichiamo alla cultura". Sì, perché la cultura stessa non è certo niente altro che l'incarnazione stessa della vanità. La cultura deve essere vacua. E chi rinuncia in tutto e per tutto alla vanità è perduto, oppure sacrifica se stesso" annota Walser in un frammento intitolato Diario del 1926 (trad. Mattia Mantovani). Non a caso, già da un paio d'anni Walser scrive soltanto brevi note, conosciute in seguito come microgrammi, consistenti in frasi tracciate a matita con una grafia che si fa ogni giorno più minuta, fino quasi ad annunciare una sua naturale estinzione. Una consegna inevitabile al silenzio, a cui Walser è cosciente di essere destinato. Già ne I fratelli Tanner (1907), in una riflessione del protagonista, Simon, si legge: "Nelle lettere l'anima vuole sempre dire la sua, e di solito si rende ridicola. Perciò preferisco non scrivere". Ed è quello che accade puntualmente anche al suo autore, che passerà gli ultimi ventidue anni della sua esistenza, dal 1933 al 1956 nella clinica psichiatrica di Herisau, punto d'arrivo reale e al tempo stesso ideale del suo percorso di sparizione. Un percorso che terminerà con un'ultima passeggiata nelle neve il giorno di Natale. Fine che, come a volte capita ai poeti, Walser aveva prefigurato mezzo secolo prima, nelle pagine in cui Simon Tanner trova il corpo assiderato del fratello Sebastian:

" Un riposo splendido questo giacere e irrigidirsi sotto i rami degli abeti, nella neve. E' il meglio che tu potessi fare. Gli uomini sono sempre propensi a nuocere ai tipi bizzarri, e a deridere le loro sofferenze. Saluta i cari morti sotto terra, e non ardere troppo nelle fiamme eterne del non esserci più. Tu sei altrove. (….) Addio. Se avessi dei fiori li spargerei sopra di te. Per un poeta non si hanno mai fiori abbastanza " .-

 

L' iniziativa

" Robert Walser - Passeggiare, divagare "
incontri, convegni, passeggiate, proiezioni, prime edizioni, inediti, forum, teatro.

A cura della
- libreria d'occasione "Simon Tanner"

in collaborazione con:
- Pro-Helvetia;
- Istituto Svizzero di Roma;
- Archivio Robert Walser di Zurigo;
- rivista "Homo Sapiens".

Appuntamenti a Roma presso
la Libreria d'occasione "Simon Tanner" - via Lidia 58/60
- 15 dicembre 2006 - 28 e 29 dicembre 2006
- 7 gennaio 2007 - 9 febbraio 2007

presso l'Istituto Svizzero di Roma via Ludovisi, 48
- martedì 23 gennaio 2007 Informazioni: 06 783 47 908 - 328 06 72 384

 
 

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"Da ragazzo non facevo che leggere. Quello che leggevo diventava per me una seconda natura. Cominciai a leggere perchè la vita mi diceva di no;
La lettura invece aveva la bontà
di dire sì alle mie inclinazioni e
al mio carattere."
Robert Walser